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La Parola del Parroco

Anche questo articolo voglio dedicarlo alla memoria – grata e fiduciosa – di San Francesco nell’anniversario della sua morte avvenuta la sera del 3 ottobre del 1226. Lo faccio perché sono stato sorpreso dalle non poche persone che mi hanno chiesto se – come Comunità Pastorale – avremmo fatto qualcosa in occasione di tale ricorrenza.
Ma non c’è solo questa richiesta: molti mi hanno confidato che – per lavoro, per le ferie, per ricordare un pellegrinaggio fatto con l’Oratorio, e molto altro – faranno tappa ad Assisi. Lo faranno per pregare san Francesco e chiedere il dono della pace.
Ma la richiesta che più mi ha sorpreso è stata una telefonata di un paio di settimane fa (per ovvi motivi non dico chi mi ha chiamato) di una persona che mi ha semplicemente chiesto – dopo aver visto il presepio nella Chiesa di san Remigio – se non fosse stato possibile mantenere per tutto l’anno l’intera o parte della struttura che comprende – tra l’altro – una grande e precisa rappresentazione della Basilica di Assisi. La richiesta mi è sembrata subito interessante: ne ho parlato con i catechisti come una delle modalità per ricordare ai ragazzi e ragazze chi è stato e chi è ancora san Francesco, e poi ho condiviso l’opportunità con il Gruppo Presepi. Entrambi hanno espresso la gioia e la meraviglia di avere per un anno intero il ricordo visivo di colui che ha segnato radicalmente la lingua italiana e la santità nella Chiesa, la modalità di essere monaco per il Regno di Dio e il rapporto con il creato e con le creature. La struttura del presepio rimarrà, anche se – per ovvi motivi – verrà tolta la parte ‘natalizia’, sostituita da statue e strutture che richiamano la vita del Santo.
La più evidente sarà la rappresentazione della Porziuncola in quanto è il luogo preciso dell’incontro di Francesco con ‘sora nostra morte corporale’.
Vorrei partire proprio da questa piccola chiesetta, amata e venerata da tutti e inserita dalla metà del 1600 nella più grande chiesa di Santa Maria degli Angeli costruita proprio per proteggere dalle intemperie uno dei luoghi più significativi della fede e della spiritualità francescana.
Ma la Porziuncola non è solo il luogo della morte: molto probabilmente è stato anche il luogo dell’inizio! E quindi il primo luogo dove il gruppo dei poverelli di Assisi si trovava per la preghiera, il pasto (elemosinato dalle povere famiglie che abitavano alle porte di Assisi), la lode al Signore e la vicinanza ai malati, tra i quali tanti lebbrosi.
Se la Porziuncola è il luogo sorgivo della prima comunità francescana, man mano che cresce servono altri luoghi. E quindi se abbiamo qualche giorno in più e anche una buona automobile, proviamo a raggiungere l’aspro e impressionante monte della Verna – dove troviamo uno dei santuari francescani più importanti – per poi arrivare fino alla Valle Santa di Rieti con quella che tutti chiamano la Betlemme francescana, Greccio. In poco più di 200 chilometri troviamo lo Speco di Narni a Rivotorto, il solitario e unico Eremo delle Carceri e la suggestiva chiesa di San Damiano.
Se fatto con calma, il percorso ci restituisce ancora tutta la radicalità del messaggio francescano, perché è proprio in questi luoghi che san Francesco veniva a ritemprare la sua scelta radicale per il Vangelo e ad attingere quella forza interiore per ritornare poi tra la gente: la sua povera gente!
Don Maurizio