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La Parola del Parroco

La cura pastorale della morte
Tra i ‘segni’ di questo nostro tempo c’è il crescente numero di persone morte – e di conseguenza di funerali – che la comunità cristiana è molto spesso chiamata a celebrare. Mentre celebra il Rito delle Esequie di un defunto, la Chiesa ritrova quella parola che ha dato origine alla sua presenza nel mondo: quella di essere stata mandata ad annunciare il Vangelo della Morte e della Risurrezione del Signore. In altre parole il Vangelo della Vita! E se nella morte di una persona la Chiesa ritrova la sua missione tra gli uomini e le donne di ogni tempo, la stessa Chiesa si accorge sempre di più della fatica di un servizio pastorale che chiede quasi ogni giorno molte energie e tempo, visto che non è raro celebrare due funerali in un giorno solo.
Quello che è certo è che se questo servizio è a carico dei soli preti non dobbiamo aspettare molto per accorgersi che non è più sostenibile e praticabile. Lo dicono i numeri: sempre meno preti e sempre più funerali richiedono un’attenta valutazione di questo ‘segno del nostro tempo’ insieme a una qualche veloce decisione.
La prima è la consapevolezza del dono prezioso che il Signore Risorto ha fatto alla sua Chiesa: quello della grande cura da avere nell’incontro con i famigliari, nel condividerne il dolore e la speranza, e per ‘leggere’ la morte alla luce della Morte e della Resurrezione di Gesù: questo è ciò che ci sta a cuore, prima di ogni altra cosa.
Il secondo è che la comunità che annuncia il Vangelo non è fatta di soli preti! Ma di altri ministeri che lo Spirito ha fatto dono alla Chiesa nel giorno di Pentecoste e lungo i secoli: sono i diaconi e i tanti laici, tutte presenze preziose e discrete nella nostra Comunità. Abbiamo poi nella nostra Comunità la testimonianza dei Ministri della Parola: non solo per i tempi di Avvento e di Quaresima ma anche per dire quella ‘parola della Croce’ che illumina e accompagna il momento della morte.
E per ultimo vorrei ricordare che la Chiesa non ha soltanto l’Eucaristia come forma di celebrazione delle esequie; è possibile che siano celebrate con una Liturgia della Parola. Per secoli è stato fatto proprio così e l’esperienza ci dice che oggi questa è la forma da preferire perché capace di mettere in forte evidenza per tutti l’annuncio cristiano sulla morte, con linguaggi più in sintonia con chi è presente. Ora queste prime tre valutazioni saranno oggetto di attenta riflessione da parte del nostro Consiglio nei prossimi incontri.
Accennavo anche a qualche veloce decisione, e mi riferivo alla richiesta della presenza del prete in occasione della sepoltura delle ceneri. Fino a qualche anno fa questo momento non era richiesto in quanto la sepoltura del corpo era la prassi più diffusa. Da una decina di anni non è più così e questo chiede, sempre al prete, una doppia disponibilità: al funerale e alla sepoltura.
Ora questa prassi, molto recente, non è più sostenibile perché la cura pastorale prevede anche altre proposte. L’avvicinarsi del tempo estivo e i diversi impegni dei preti nel prossimo periodo – penso all’Oratorio Estivo, alle settimane di Koinè, alle vacanze degli stessi preti – ci chiede di rimodulare la nostra presenza alla sepoltura delle ceneri. Insieme al Consiglio Pastorale si è deciso che a partire dalla seconda settimana di giugno saremo presenti nei giorni di mercoledì e di sabato pomeriggio, dalle 14.30 alle 15.30. La cura e l’attenzione per le persone defunte non verrà meno, ma quest’ultima decisione ci aiuterà a preparare e ad accompagnare altri momenti preziosi della vita della nostra comunità.
Don Maurizio




